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Cuneo

Vista aerea

Dove

Cuneo è una città italiana di 55.939 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Piemonte. È il decimo comune capoluogo di provincia più alto d'Italia.

È stata fondata nel 1198 a circa 550 metri s.l.m., nel sud-ovest della regione, su un altopiano triangolare ai piedi del tratto finale occidentale dell'arco alpino italiano dove confluiscono il fiume Stura e il torrente Gesso .
Il nucleo più antico della città sorge sul vertice del cuneo ed è caratterizzato da un impianto a scacchiera, lungo una via mediana (via Roma), risalente al Medioevo.

Storia

Poco o nulla è noto dell'antichità di Cuneo, località che si trova in una zona strategicamente importante per la sua posizione dominante e salubre, su un altopiano situato alla confluenza di due fiumi.

Ritrovamenti romani nella zona del centro storico, più precisamente in "Contrada Mondovì", fanno supporre la presenza di una grande villa romana; né è da escludere che proprio sul "pizzo" di Cuneo sorgesse la città di Auriate, di cui restano soltanto sporadiche informazioni, sede dell'episcopato e di una conteacarolingia, probabilmente distrutta da un'incursione saracena oppure ungara.

Allo stesso modo si suppone che Cuneo abbia ospitato una colonia di transfughi milanesi nei giorni in cui la città di Sant'Ambrogio subì le ire di Federico I, imperatore del Sacro Romano Impero, comunemente noto come Federico Barbarossa, quando la grande città fu distrutta e le reliquie all'epoca famosissime dei Re Magi furono traslate nella lontana città di Colonia, sulle rive del Reno (supposizione suffragata da una chiesa consacrata a Sant'Ambrogio, tra le più antiche nel borgo originario).

La documentazione storica inizia alla fine del XII secolo, quando nell'anno 1198 Cuneo s'impose come libero comune: borgo franco da ingerenze marchionali, e polo d'attrazione per le popolazioni limitrofe soggette ai vincoli feudali tipici dell'epoca. Il territorio era sotto la giurisdizione dell'abbazia di San Dalmazzo di Pedona che, a sua volta, dipendeva dal vescovo d'Asti. La diocesi astense, infatti, incorporava da almeno un paio di secoli l'antico territorio dei Bagenni, già importante municipio romano con centro in Augusta Bagiennorum, prossima all'attuale cittadina di Bene Vagienna, in località Roncaglia (una circoscrizione delimitata dai fiumi Stura e Tanaro, dalle Alpi Liguri e delle Alpi Marittime). Il territorio, probabilmente, era di pertinenza della distrutta città di Auriate, compresa l'area di Bredolo, il Monregalese. Il corso della Stura segnava infatti non soltanto il confine tra le diocesi di Asti e di Torino ma anche il confine tra la Liguria e la Lombardia Occidentale o Superiore.

La leggenda vuole che le popolazioni di villaggi vicini quali Quaranta e Brusaporcello, stanchi delle vessazioni dei marchesi del Monferrato e di Saluzzo, si fossero rifugiate sul "Pizzo di Cuneo" (ben riparato dai due fiumi) dove peraltro, probabilmente, prosperava una comunità di fuggiaschi milanesi, e abbiano fondato il borgo, con la protezione dell'abate del monastero di San Dalmazzo e del vescovo di Asti, dichiarandolo libero comune, una situazione non isolata, poiché coevi, o di poco posteriori, sono i liberi comuni del Monte Vico (Mondovì) e di Savigliano.

Quasi a confermare un'opposizione non solo di fatto ma anche di principio, alla potenza dei signori feudali, a capo del nuovo borgo furono posti tre rettori: due nobili e uno del popolo. Era il 23 giugno 1198, vigilia diSan Giovanni Battista, con i falò che ardevano sulle alture e presso le porte del borgo, quando la gente di Cuneo acclamò i suoi primi tre rettori, i cui nomi meritano di essere tramandati: Pipinus de Vignolio, il lombardo Peyre Rogna e Berardus de Valgrana.

Nel 1210 il marchese di Saluzzo interruppe l'autonomia del comune, occupandolo con le armi e, in questo caso, risulta che Cuneo avesse perso il favore del vescovo di Asti. Sussistono documenti nella città di Tolosapertinenti all'inquisizione contro i Catari, che devastò, proprio in quegli anni, la ricca Linguadoca con una violenta crociata da parte dei Franchi del nord su precisa esortazione papale, in cui Cuneo è sospettata di offrire ospitalità agli Albigesi in fuga, e per questo motivo viene definita bourg tournant ovvero "borgo ruotante", località che apriva le porte agli eretici senza più patria e li assisteva per poi immetterli nella Val Padana. Un'accusa gravissima che avrebbe potuto legittimare e giustificare l'intervento del marchese di Saluzzo, il quale non vedeva l'ora di togliersi quella spina dal fianco.

L'occupazione fu di breve durata. Dieci anni dopo il comune risorse, probabilmente con l'aiuto dei Milanesi, e nel 1238 Federico II riconobbe ai cuneesi la loro libertà. Nel 1259 cessò la vita autonoma del comune, che intanto aveva esteso la sua autorità nelle valli che a raggiera confluivano nell'altopiano tra i due fiumi e sulle vicine valli del Grana e del Maira, scontrandosi con il potente monastero di San Dalmazzo. L'alleanza quasi naturale con Carlo d'Angiò, allora conte di Provenza, finì per sfociare in una dedizione che all'epoca sembrava conveniente tanto per i cuneesi quanto per i provenzali.

In tal modo, con Alba, Cuneo divenne il principale centro dei domini angioini in Piemonte e fu proprio allora che apparve per la prima volta il nome stesso di Piemonte, a indicare i domini provenzali ai piedi dei monti, una volta superati i colli alpini. Cuneo era capitale di un distretto che si spingeva sino alle valli dello Stura, del Gesso, del Grana e del Vermenagna, godeva di un proprio statuto, vantava notevoli franchigie fiscali e commerciali e batteva propria moneta. In un sigillo del comune di Cuneo del 1379, custodito presso l'archivio storico di Torino, spiccano le insegne degli Angiò (le tre bande orizzontali rosse su campo bianco) con la legenda: "Notum sit contis: Conium caput est Pedemontis" (Cuneo è la capitale del Piemonte).

Per tutto il XIII secolo a Cuneo ci fu probabilmente una mansione templare, attestata dal toponimo "Spinetta" e, soprattutto, da un documento del 1200, indizione terza, giorno 12 maggio, due anni dopo la costituzione a libero comune. Si tratta dell'alienazione di beni immobili da parte di Ugone, abate del monastero di San Dalmazzo al Borgo, nei confronti di un certo “messer Ursio”, per l'importo di 200 lire astensi: tali beni confinavano su un lato con una via comunis, per due lati con beni appartenuti all'abbazia e per il quarto lato con la domus fratrum de Templo de Cuneo (da I Tempieri negli antichi Stati del Regno di Sardegnadel cavaliere Ferrero di Ponsiglione). In località Spinetta esiste ancora il toponimo di "Torre dei Frati". Secondo molti storici francesi, principalmente Louis Charpentier, i toponimi riguardanti la rosa o la spina, come Epinay, Epine, Epinal, Epinac, Pinay, sono di probabile derivazione templare. A Cuneo erano presenti due “hospetali” antichissimi: il primo, l'hospitale della Santa Croce, potrebbe essere appartenuto in origine aiTemplari, mentre l'hospitale di San Giovanni Battista era gestito dagli Ospedalieri, noti anche come Cavalieri di San Giovanni e, in seguito, Cavalieri di Malta.

Cuneo come capitale angioina del "Piemonte provenzale" prosperò con alterne vicende per più di cent'anni. Per la verità il legame con gli angioini fu interrotto in più occasioni: tra il 1281 ed il 1305 Cuneo fu sottomessa al marchese di Saluzzo; tra il 1347 e il 1348 passò per la prima volta sotto il dominio dei conti di Savoia, quindi fu soggetta all'autorità dei Visconti (1348-1356) che sembravano in procinto di diventare re dell'Alta Italia; poi, ancora una volta, tornò a far parte del marchesato di Saluzzo (1356) per essere nuovamente assoggettata ai Visconti (1366-1372). All'epoca Cuneo era un borgo aperto, commerciale, con logge di mercanti veneziani, pisani, genovesi, lombardi, provenzali e catalani. Un'importante piazza commerciale sull'asse Lombardia-Provenza-Catalogna o, se si preferisce, Milano-Marsiglia-Barcellona. Pare che la località di Sant'Antonio Aradolo all'imbocco della Valle Gesso che portava al Colle delle Finestre, dove transitava un'antica strada romana, fosse in origine una stazione commerciale catalana.

Una stagione che ebbe termine nel 1382, con la sottomissione dei cuneesi ai Savoia. Per la verità fu uno scambio concordato tra la regina Giovanna d'Angiò, desiderosa di rimpossessarsi del regno di Napoli eAmedeo VI di Savoia, noto come il Conte Verde, signore della Savoia e conte d'Aosta e Moriana dal 1343 al 1383. Il Conte le assicurò il suo appoggio militare e, in cambio, ottenne i domini provenzali ai piedi dei monti (il Piemonte delle origini), un'impresa che gli costò la vita in quanto morì di peste mentre sosteneva la causa di Luigi d'Angiò nel Meridione d'Italia, dopo la morte della regina Giovanna.

Con il passaggio della città ai Savoia iniziò un nuovo periodo che vide l'inserimento graduale del comune nello Stato sabaudo in via di crescita e di formazione definitiva. Fu così che Cuneo si trasformò da città aperta e commerciale in città chiusa e militare e si rimpicciolì anche urbanisticamente, trasformandosi in borgo - fortezza sull'asse Nord-Sud, Savoia-Nizzardo o, se si preferisce, Chambéry-Torino-Nizza, la cintura di contenimento dell'espansionismo francese verso la Val Padana, manifestatosi al termine della guerra dei cent'anni con l'Inghilterra e protrattosi nei secoli successivi, fino alle campagne napoleoniche. Una politica secolare che, alla fine, passato l'intermezzo napoleonico, fu premiata con l'acquisizione della Repubblica di Genova: un nuovo assetto territoriale in funzione antifrancese, voluto dal congresso di Vienna, rese lo Stato di Sardegna il più forte sullo scenario italiano e gli permise di svolgere lo stesso ruolo della Prussia in Germania. Tale trasformazione avvenne nei due secoli che vanno dal trasferimento ai Savoia ai tempi del Conte Verde (1382) fino alla morte di Emanuele Filiberto (1580).

Questo periodo è contraddistinto da una lunga serie di assedi a cui fu sottoposta la città. Nel 1515 i cuneesi riuscirono ad allontanare dalle loro mura gli svizzeri alleati del Sacro Romano Impero, in attesa dell'arrivo del re di Francia Francesco I. Nel 1542 fu la volta di Claude d'Annebault, con i suoi diciottomila francesi, ad essere costretto a battere in ritirata. Nel 1557, sotto il comandato dal Conte Carlo Manfredi Luserna d'Angrogna, Cuneo sostenne vittoriosamente uno dei più duri assedi della sua storia: dal maggio al 27 giugno, riuscendo a resistere alle preponderanti forze del maresciallo di Brissac. Questo fatto d'arme riuscì di fatto a salvare lo Stato ad Emanuele Filiberto. Proprio con riferimento a questo episodio il duca, riconoscente, concesse a Cuneo il titolo di città con un diploma del 1559 e la facoltà di inserire sullo stemma comunale le armi dei Savoia.

Altri assedi caratterizzarono la storia militare di Cuneo. Nel 1639 e 1641 furono le truppe di Madama Reale a cingere d'assedio la città. Nel 1691 i soldati del generale francese Nicolas de Catinat furono battuti dopo un duro assedio. Infine, nel 1744, a scontrarsi contro le mura di Cuneo furono i franco-spagnoli (Guerra di successione austriaca); dopo aver superato il forte di Demonte che faceva argine in Valle Stura, le truppe franco-spagnole finirono per trovarsi di fronte alla città fortificata, pronta da tempo a sostenere un difficile assedio. In quegli anni era stato designato governatore della città il barone Federico Leutrum, per l'esattezza il barone Karl Sigmund Friedrich Wilhelm von Leutrum, che i cuneesi chiamavano familiarmente "Baron Litron", un gentiluomo di origine sassone, luterano, che il re Carlo Emanuele III di Savoia, noto semplicemente con il soprannome di Carlin, aveva incaricato di difendere la città, vista la sua vasta esperienza in campo militare. Il barone assolse egregiamente il suo compito e rimase a Cuneo, che peraltro cercò di rinnovare con iniziative edilizie, fino alla morte, in occasione della quale fu composta la famosa ballata del "Baron Litron" che ebbe vasto successo in tutto il Piemonte per un paio di secoli.

L'assedio cominciò il 15 settembre 1744 con l'arrivo della prima bomba contro le mura di Cuneo, alla quale i cuneesi risposero con tanta foga da far tacere i nemici per più di due giorni. I combattimenti continuarono ancora per molto con i galloispani che distruggevano campanili e camini e i piemontesi che facevano di tutto per cacciarli, motivati dal barone Federico Leutrum, che amava molto quella che definiva già la sua città. Il 29 settembre da Saluzzo il Re arrivò con 25.000 uomini (su 40.000 di tutto l'esercito sabaudo) per soccorrere i 4.089 soldati a difesa di Cuneo. L'esercito si schierò a Madonna dell'Olmo e lì, il 30 settembre, combatté una grande battaglia contro i nemici galloispanici che uscirono vincitori ma molto indeboliti. I ventuno giorni di assedio successivi furono molto più facili e l'11 ottobre il consiglio di guerra francospagnolo (composto dal Principe di Contì per i francesi e il Marchese Las Minas per gli spagnoli, sotto un comando generale dell'Infante di Spagna Don Luigi di Borbone), decide che nelle notti successive sarebbe avvenuta la ritirata. Il 21 ottobre l'assedio venne dichiarato concluso.

Con l'occupazione napoleonica si apre l'ultima fase della storia cuneese. Il giovane generale Napoleone, all'epoca ventisettenne, prese Cuneo senza necessità di assediare la città, a causa dello sbandamento generale dell'esercito sabaudo, seppur sostanzialmente integro, dopo le battaglie di Montenotte, Dego, Cosseria e San Michele di Mondovì. L'ultimo assedio che sostenne Cuneo fu quello del 1799, allorché l'esercito austro-russo allontanò dalla città i francesi, ma soltanto per pochi mesi, poiché l'anno successivo la definitiva vittoria di Marengo assicurò a Napoleone il totale controllo dell'Italia Settentrionale. Nella stagione napoleonica la città, annessa all'Impero Francese, divenne capoluogo del dipartimento della Stura che anticipò, mezzo secolo prima e quasi nelle sue esatte dimensioni (l'antica provincia di Ceva con l'alta valle del Tanaro e le Alte Langhe furono annesse al dipartimento di Montenotte con capoluogo Savona), la definitiva provincia di Cuneo creata con la legge del 1859. Alla restaurazione, nel 1817, Cuneo ebbe anche una sua diocesi e durante il Risorgimento tenne a battesimo i Cacciatori delle Alpi, volontari di Garibaldi.

Dal 1943 al 1945 Cuneo fu, con le sue valli, uno dei maggiori centri della Resistenza. Fu inoltre da qui che partì l'epopea della dimenticata Divisione Cuneense nella ritirata di Russia. Cuneo fu liberata dai partigiani il 28 aprile 1945.

In evidenza

Cappella di San Giacomo

Cattedrale di Santa Maria del Bosco

Chiesa di San Tomaso, (detta) dei Tomasini, dedicata all'Immacolata; già dell'ex Collegio S. Tomaso

Chiesa del Cuore Immacolato di Maria

Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

Chiesa dell'Immacolata Concezione di Maria

Chiesa della Santissima Annunziata

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Chiesa di San Rocco

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Chiesa di Sant'Ambrogio

Chiesa di Santa Chiara

Chiesa di Santa Croce

Chiesa di Santa Maria della Pieve

Santuario della Madonna della Riva

Santuario di Santa Maria degli Angeli

Sinagoga di Cuneo

 

Complesso monumentale di San Francesco

Palazzo Casa Galimberti

Palazzo del Municipio

Palazzo del Tribunale

Palazzo del Vescovado

Palazzo della Banca d'Italia

Palazzo della Prefettura

Palazzo della Provincia

Palazzo della Stazione ferroviaria

Palazzo della Torre con annessa Torre civica

Palazzo Uffici Finanziari PUF

Palazzo Audiffredi

Palazzo Odifreddi

Teatro Toselli

Viadotto Soleri

Villa Oldofredi Tadini: l'edificio, inserito nel sistema dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte, fu edificato fra il XIV ed il XV secolo come torre di osservazione a difesa della città. La villa, adibita a museo, vanta una collezione di cimeli e pezzi unici raccolti nel corso dei secoli dai proprietari, le famiglie Mocchia di San Michele ed Oldofredi Tadini. La visita guidata comprende la cappella, con le reliquie della Sindone di Torino, le sale del piano terra, alcune camere al secondo piano ed il parco.

Villa Tornaforte: a quest'edificio è riconducibile un evento storico: il 5 agosto 1595, giorno sacro alla Madonna della Neve, in processione solenne vi fecero infatti ingresso i Frati dell'Ordine diSant'Agostino (frati agostiniani). Durante le manifestazioni del 1744 (in occasione della guerra di successione al trono d'Austria che interessò anche la zona), la chiesa, il campanile ed il monastero subirono gravissimi danni. Dopo secoli di grazia, all'epoca dell'occupazione napoleonica i Frati attraversarono i momenti più tragici e crudeli della loro storia. La comunità dei PP. Agostiniani venne soppressa ed i Frati dispersi o massacrati. Il complesso passò al conte Bruno Tornaforte che lo trasformò in villa patrizia. La Chiesa venne donata al Comune che la adibì a Parrocchia di Madonna dell'Olmo, quale è tuttora. L'edificio è circondato da un vasto parco all'inglese con alberi monumentali. Un ampio lago è diviso da un antico ponte ad arco. Questa dimora signorile mantiene intatto un fascino misterioso, anche grazie ai suggestivi racconti della proprietaria, Lucia Bernardi Toselli, scomparsa nell'agosto 2007.

 

Caserma "Cesare Battisti"

 

Piazza Galimberti: da notare il profilo architettonico caratterizzato dagli edifici in stile neoclassico.

Contrada Mondovì: molto caratteristica nel centro storico, stretta, porticata e di stampo schiettamente medievale.

Via Roma: la principale arteria della vecchia Cuneo, completamente porticata e dal caratteristico andamento curvilineo.

Viale degli Angeli: lungo oltre 2 km, di notevole bellezza, unisce la città al Santuario della Madonna degli Angeli

Monumento a Giuseppe Barbaroux

Monumento alla Confluenza dei fiume Stura e torrente Gesso

Monumento alla Resistenza

Eventi

- Grande Fiera d'Estate: manifestazione fieristica suddivisa in sette ambiti tematici (Area istituzionale, Tekno, Arredo e complemento, La piazzetta, Expo, Sapore e salute, Area esterna) e con spettacoli collaterali, dal 2010 con il riconoscimento di Nazionale; si svolge dalla fine di agosto all'inizio di settembre.

 

- Fiera Nazionale del Marrone: manifestazione fieristica avente come tema la castagna e i suoi derivati culinari e non solo; si svolge nel terzo fine settimana di ottobre.

Sono un uomo di mondo: manifestazione, diretta da Piero Dadone, dedicata a tutti coloro che hanno svolto il servizio militare a Cuneo o sono entrati in seminario a Cuneo; si svolge la terza domenica di ottobre, dal 1999.

 

- Stracôni: camminata non competitiva di circa 7 km, nel territorio cittadino e nel Parco Fluviale Gesso e Stura; si svolge nel secondo fine settimana di novembre.

 

- Scrittorincittà: manifestazione letteraria che prevede incontri tra autori e lettori, conferenze, spettacoli, mostre e altre iniziative (fino al 2002 con il nome di "Festa Europea degli autori"); si svolge nel terzo fine settimana di novembre, dal 1999.

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