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Santo Stefano Belbo è un comune di 4.122 abitanti è il comune più orientale della provincia di Cuneo.
Sorge sulle rive del torrente Belbo, affluente del fiume Tanaro, fa parte della comunità montana Alta Langa e Langa delle Valli Bormida e Uzzone ed è noto principalmente sia per la produzione
vinicola che per aver dato il natale allo scrittore Cesare Pavese, che dedicò vari scritti a questi luoghi di origine.
Il borgo nasce probabilmente dopo il 1000 da un piccolo insediamento, posto come controllo strategico all'inizio della strada che si snodava lungo la valle del
Belbo.
Sulla collina si ergeva un castello di epoca medievale ed un convento benedettino edificato probabilmente sui resti di un più antico tempio dedicato a Giove. I feudi e i possedimenti del territorio
erano più che altro distaccamenti del più vicino borgo di Moncucco.
Dopo il Mille, questo territorio fece quindi parte del Comitato di Loreto e quindi governato dai feudatari Aleramici. Il centro politico e religioso dell'abitato nell'epoca alto-medievale fu
soprattutto l'area che si sviluppa ai piedi della collina di Santa Libera, con la presenza della trecentesca chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, dapprima sede del Centro Studi e attualmente sede
della Fondazione Cesare Pavese. La parte del borgo fu invece dedicata al protomartire Santo Stefano, sebbene come patrono del paese fu poi nominato il noto San Rocco.
Tutto il feudo, ormai chiamato Santo Stefano, passò quindi ai marchesi del Monferrato, che lo cedettero nel 1311 a Manfredo IV marchese di Saluzzo che, a sua volta, lo diede nel 1337 agli Scarampi,
nobili patrizi astensi.
Nel 1515 il feudo passò poi ai marchesi d'Incisa e Marchesi Corti, per donazione da parte del Marchese Guglielmo IX di Monferrato, convalidata dall'Imperatore Carlo V, il 21 giugno 1536.
Successivamente lo tennero, col titolo comitale, i Beccaria Grattarola Incisa, per donazione del 20 giugno 1717, confermata da re Vittorio Amedeo II di Savoia nell'ottobre dello stesso anno.
I ruderi dell'antico castello, ossia la torre, che dall'alto domina il paese, ricordano la sua distruzione, nel 1635, ad opera degli Spagnoli e degli Austriaci, che ne contendevano il possesso ed il
dominio.
Il paese fu a lungo teatro di scontri sanguinosi per la sua importante posizione strategica e per le mire di conquista che la sua operosità e intraprendenza commerciale suscitavano. Dopo il trattato
di Cherasco del 1631, Santo Stefano Belbo, come gran parte del Piemonte, entra a far parte dello stato sabaudo, fino alla proclamazione della Repubblica Italiana.
Grazie all'alta produzione di uve moscato, nel 1906 la Gancia decise di aprire un secondo stabilimento a Santo Stefano Belbo per sopperire alla crescente domanda di spumante. Sempre a Nel dopoguerra
e, in particolare nel novembre 1994, il paese fu in gran parte devastato dalla piena del torrente Belbo.
Santo Stefano Belbo è famoso anche per le numerose personalità legate al comune stesso, tra cui ricordiamo:
- Cesare Pavese: celebre scrittore nato qui nel 1908 e morto a Torino nel 1950, che dedicò molti dei suoi scritti autobiografici al suo paese di origine; il comune formò la sua casa natale in
frazione Nuto in museo dedicato alle opere e alla gioventù dello stesso. Le spoglie di Pavese, rimaste al Cimitero monumentale di Torino nella tomba di famiglia dalla sua morte fino al 2002,
furono poi traslate al cimitero del suo paese natale
- Giovanni Balbo: partigiano e medaglia d'oro al valor militare
- Dario Scaglione: giovane partigiano e medaglia d'argento al valor militare
- Augusto Manzo: giocatore pallapugno
- Natale Bussi: filosofo e teologo
- Rinaldo Capello (Dindo): pilota automobilistico