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Govone (CN)

Castello di Govone

Dove

Govone è un comune italiano di 2.125 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

Fa parte della regione geografica del Roero ed è posto al confine con la provincia di Asti, circa a metà strada fra le città di Alba ed Asti.

Storia

Il comune di Govone, situato nel Roero sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, in provincia di Cuneo, ma al confine con il Monferrato e a metà strada tra le città di Alba e di Asti, per la sua posizione centrale e favorevole ai commerci, già in epoca romana era attraversato da importanti vie di comunicazione.
Govone Mantenne grande importanza anche in epoche successive, sotto il dominio del Vescovo di Astigià dal X secolo come feudo dei Solaro, nobile famiglia di origine astigiana in stretto contatto con la corte sabauda.
L'evoluzione sociale dell'intero Comune di Govone è da sempre legata al castello, che domina l'abitato e l'ampia valle del fiume Tanaro, costruito a scopo prima dell'anno Mille sul colle più alto, poi ricostruito nelle forme attuali a partire dal Seicento per i Conti Solaro, all'epoca proprietari, ispirandosi in parte ai disegni degli architetti Guarino Guarini per facciata sul lato sud e Benedetto Alfieri per quella a nord. La facciata rivolta a sud è ricca di decorazioni marmoree provenienti da Venaria, inserite verso la metà del Settecento per volere del Solaro, che tennero il feudo fino al 1792 quando, alla morte dell'ultimo conte senza eredi diretti, per estinzione della linea maschile il castello e terreni ad esso annessi passarono alla Corona sabauda.
Tre anni dopo Vittorio Amedeo III di Savoia Re di Sardegna ne fece donazione ai figli Carlo Felice Duca del Genevese e Giuseppe Maria Benedetto Placido conte di Moriana. Durante la dominazione francese i Savoia si rifugiarono in Sardegna e il castello, abbandonato e spogliato di ogni arredo, fu sottratto alla rovina dai Conti Alfieri di San Martino che lo acquistarono con lo scopo di restituirlo ai Savoia e più tardi lo cedettero per una cifra simbolica, a Carlo Felice rimasto unico proprietario (il fratello era morto a Sassari).
L'attuale palazzo barocco di Govone, delimitato da un giardino e un vasto parco all'inglese è quello voluto dai Solaro, restaurato negli anni venti dell'Ottocento per volere dei Savoia e diventò la residenza estiva preferita dal Re di Sardegna di Carlo Felice e della moglie Maria Cristina di Borbone.
L'intervento di restauro sotto la direzione degli architetti Giuseppe Cardone e Michele Borda e si concluse nel 1825, si concentrò sulla sistemazione del parco e degli interni, già caratterizzati da importanti carte da parati cinesi.
Di notevole interesse gli affreschi del salone centrale, dipinti in chiaroscuro dai pittori Luigi Vacca e Fabrizio Sevesi che ripropone il mito di Niobe e le decorazioni pittoriche degli appartamenti reali, sempre a soggetto mitologico, opera di Carlo Pagani e Andrea Piazza.
Nel 1831 con la morte di Carlo Felice, avvenuta senza discendenti, i diritti di successione passarono a Carlo Alberto del ramo collaterale di Savoia - Carignano mentre i beni di Govone, alla morte della vedova Maria Cristina nel 1849, a Ferdinando duca di Genova, che fece costruire la torretta belvedere sul tetto.
Nel 1870 il castello e i terreni furono venduti a privati e nel 1897 l'Amministrazione Comunale di Govone acquistò il castello mettendo all'asta parte dell'arredo in esso contenuto.
Il Castello Reale di Govone compare oggi tra le residenze sabaude piemontesi che l'UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l' educazione, la scienza e la cultura) ha inserito nella lista del patrimonio artistico mondiale (World Heritage) con deliberazione del dicembre 1997.
Il prezioso monumento, ora museo di se stesso quale emblematica testimonianza della vita di corte piemontese di inizio Ottocento, fu una delle residenze estive preferite da Carlo Felice di Savoia.

In evidenza

Castello: già fortezza medioevale, l'antico maniero è oggi adibito a Palazzo del Comune. Appartenne a casa Savoia dal 1792 al 1870 e, come molte altre dimore storiche sabaude del Piemonte, è meta di visitatori richiamati specialmente dal monumentale e scenografico scalone d'onore a due rampe ricco di rilievi e telamoni che provengono dai giardini di Venaria Reale. Di particolare bellezza sono anche le sale, in special modo quelle decorate da preziose carte cinesi. Il salone da ballo fu fatto affrescare con scene riproducenti l'episodio mitologico di Niobe - ad opera di Luigi Vacca e Fabrizio Sevesi - dal re Carlo Feliceche, assieme alla moglie Maria Cristina, agli inizi dell'Ottocento fece completamente restaurare - sulla base di propri disegni - il castello e l'adiacente parco con giardino all'italiana, adibendoli a sede delle sue villeggiature estive. Gli stessi Vacca e Sevesi curarono gli affreschi del grande salone centrale che, giocando sui chiaroscuro della tecnica trompe-l'oeil, simulano con suggestivo realismo l'illusione della presenza di statue. Il Mulino: posto in località Gerotte e molto usato dai contadini di tutti i paesi del circondario, anticamente della Marchesa Alfieri di San Martino e dei Marchesi Visconti Venosta è di proprietà privata dal 1929 e rimase in funzione fino al 1974. Negli ultimi anni il Comune e i proprietari hanno provveduto al restauro permettendone così la visita. Pozzo di Cherpore: tra le colline delle Borgate S. Defendente e Montaldo si apre la vallata di Cherpore. Il punto di riferimento della vallata è il POZZO. Il pozzo è in realtà una fonte naturale che da moltissimi anni (purtroppo non abbiamo notizie più precise) continua a sgorgare.

 
Chiesa della Santissima Annunziata: parrocchiale della frazione Canove, ricordata a partire dal 1662 venne eretta in parrocchia nel 1883 ed ampliata nel 1820.
Chiesa della Santissima Trinità: si erge nell'omonima frazione. Citata nella visita pastorale del 1662 del Vescovo Pentorio,che vi segnala un quadro pregevole, fu ricostruita nel 1975.
Chiesa dello Spirito Santo: nel 1585 era la confraternita dei Battuti Bianchi, riedificata nel 1767 nelle attuali forme barocche. Nel 1830 Carlo Felice fece decorare la volta da Giuseppe Morgari, Carlo Pagani, Andrea Piazza e le pareti dai fratelli Pozzo. La volta ha forma ovale con lanterna centrale e decorazioni che esaltano luce e colori mediante giochi prospettici e accorgimenti chiaroscurali di cornici, timpani, stucchi ornati di fiorami stilizzati, pregevole è il coro intarsiato con leggio scolpito (sec. XVII - XVIII). Col passaggio del castello ai Savoia divenne cappella reale e fu collegata al castello con una lunga galleria sopraelevata che terminava su una tribuna in legno. La chiesa venne restaurata nel 1940 realizzando un affresco al posto della tribuna di legno.
Chiesa di San Defendente: posta tra le case della frazione omonima è già citata nel 1650. Chiesa e campanile vennero ricostruiti nel 1881.

Chiesa di San Giovanni Decollato

Chiesa di San Michele: sorge nella frazione Borghetto, già citata nella visita pastorale del 1657, dopo varie vicissitudini venne ricostruita nel 1868.
Chiesa di San Rocco: posta all'ingresso del cimitero è citata nella visita pastorale del 1657.
Chiesa Madonna del Carmine: sorge nella frazione Montaldo ed è successiva da una cappella medievale. Aperta al culto già nel 1029, viene nominata nel 1700 in occasione della contestazione dei borghigiani verso il comune di Govone. Ricostruita nel 1898, nel 1912 fu aggiunto il campanile.
Chiesa Madonna delle Grazie: Ai piedi delle colline di S. Defendente e di S. Calogero, in regione Martoriano (dall’antico nome latino MARTURANUM) troviamo la Cappella della Madonna delle Grazie. Fu costruita nel 1890 dove da tempi lontani era eretto un pilone per la determinazione di una pia contadina che abitava in quelle zone Brigida CANTAMESSA. La gestione è tutt’ora seguita dagli eredi della Sig.ra Brigida, in modo particolare la nipote Filide CANTAMESSA ha dedicato tutta la sua vita alla Cappella, negli anni ‘60 la ampliò aggiungendo una nicchia dedicata al “Bambino di Praga” (l’altra nicchia è dedicata alla Madonna delle Grazie) e uno splendido porticato che la trasformò da semplice cappella campestre a piccolo santuario e nei primi anni ’70 depose, nel punto più alto del tetto la Statua della Madonna, che dall’alto, con le sue braccia aperte, sembra voler accogliere e proteggere tutte le persone che arrivano nel paese. Le due nicchie sono piene di oggetti donari quale ringraziamento per grazie ricevute e di foto, infatti moltissimi sono i govonesi e non che affidano i loro figli alla Madonna. Oggi la gestione è passata a Clemente CANTAMESSA, nipote di Filide che ha dovuto lasciare il compito per gravi motivi di salute. I Govonesi sono molto legati alla Madonna delle Grazie che affettuosamente chiamano “Madonnina” e amano ritrovarsi in più occasioni, generalmente legate alle festività dedicate alla Madonna; l’occasione più sentita è sicuramente la Processione aux flambeaux. Detta processione conclude il mese mariano (aperto nelle varie frazioni con la recita del rosario e concluso con la recita della S. Messa nelle singole cappelle) per tutto il Paese. Si svolge di sera, abitualmente l’ultima domenica di maggio, partendo dal Borghetto, da Via Molino Gerotte e da Via S. Defendente con i flambeaux, recitando il rosario, e ci si ritrova tutti alla “Madonnina”, dove dopo una breve riflessione si riceve la benedizione solenne, invocando la protezione della Madonna delle Grazie con preghiere e canti.
Chiesa Madonna delle Grazie: la Chiesa di Craviano dedicata alla Madonna delle Grazie era inizialmente una cappella che esisteva già agli inizi del 1600. Le prime notizie storiche su di essa compaiono in una relazione pastorale del 1651, estesa dal Vescovo di Asti da cui dipendeva la parrocchia di Govone, in cui si legge che il sacerdote del paese, don Francesco Stroppiana, si recava tutte le domeniche in questa chiesa per celebrare la Santa Messa con lo stipendio di quattro sacchi di grano ed un carro di vino all’anno.
Chiesa Parrocchiale di San Pietro: chiesa della frazione omonima, parrocchiale dal 1923. Costruita al posto di una chiesa più antica è infatti già citata nel 989. Il cattedratico della Chiesa d' Asti del 1345 la elenca tra le dipendenze della pieve di San Vittore di Priocca. Riparata nel 1650 e demolita nel 1761, venne riedificata negli anni seguenti. La sopraelevazione del campanile è del 1903.
Chiesa Parrocchiale di San Secondo: orge su uno sperone roccioso al castello ed è di forme romanico- gotiche nella nobile facciata sud- ovest. Citata nella nota conferma di Enrico III alla Chiesa di Asti nel 1041, venne ricostruita tra il 1350 ed il 1380. Sono testimoniati lavori nei primi anni del XIV secolo, poi nel 1499 e nel periodo che intercorre tra il 1726 ed il 1736. Un nuovo campanile fu costruito nel 1742. La chiesa fu chiusa perché pericolante nel 1857, sottoposta a restauro e riaperta al pubblico dieci anni dopo. Anche nei primi anni del Novecento fu interessata da lavori che la videro chiusa al culto dal 1913 al 1917. La chiesa è a tre navate, con due cappelle laterali, una dedicata al Sacro Cuore, l'altra all'Addolorata, l'abside gotica è di forma pentagonale, con cinque monofore con vetrate istoriate rappresentanti le figure di cinque santi: San Secondo, San Rocco, S, Michele, San Sebastiano, San Defendente. Al fondo, sopra l’entrata principale della chiesa, collocato su grande tribuna barocca un ricco organo del 1869, opera degli organari Collino. Sul lato sinistro si trova l'accesso consueto alla chiesa, con un portale sormontato da un bassorilievo raffigurante San Secondo a cavallo.

 

Asilo "Fissore": l’asilo di Craviano è intitolato alla famiglia Fissore. Fu infatti la signora Clementina Zoppegni vedova Fissore a donare il 10 gennaio 1929 la sua villa alla Piccola Casa del Cottolengo al fine di provvedere alle necessità dell’assistenza e dell’istruzione dei bambini di Craviano che erano troppo distanti dal paese per frequentare l’asilo. Le suore a cui venne affidata la gestione dell’edificio lo adattarono dunque ad uso scolastico e quelle funzioni esso svolse fino al 1989, quando le suore furono richiamate alla casa madre. Da allora la casa è stata data dal Cottolengo in uso ai borghigiani di Craviano che ancora oggi la utilizzano come “dopo lavoro” e luogo per manifestazioni e feste. Attualmente è anche la sede della Pro loco che si occupa durante l’anno di diverse manifestazioni, in particolare della festa della borgata (Madonnina) nella prima settimana di agosto e periodiche cene lungo il corso dell’anno, spesso a scopo di beneficenza.

 

Parco del Castello: la residenza sabauda è circondata da un giardino settecentesco all'italiana, disegnato da siepi di bosso e vialetti che confluiscono ad una fontana centrale e da un parco all’inglese, con viali di platani ed ippocastani. Nel parco un'antica aranciera comunemente chiamata "SERRA", fatta restaurare dall'Amministrazione Comunale è ora adibita a salone per convegni, incontri e manifestazioni culturali. I lavori di restauro di committenza sabauda si concentrarono, oltre che sugli interni sulla sistemazione del parco, per si possono individuare due fasi ben distinte.

Eventi

- Tulipani a Corte: ogni anno il Parco del Castello Reale di Govone in Piemonte ospita la splendida fioritura di tulipani selvatici "Tulipa oculus solis Saint-Amans", festeggiata con la manifestazione Tulipani a corte, realizzata dal Centro Culturale “Govone e il castello” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

 

- Regalmente Rosa: il Castello Reale di Govone, nel Roero, in Piemonte, ospita dal 2003 “RegalmenteRosa” manifestazione organizzata dal Comune di Govone in collaborazione con il Centro Culturale “Govone e il Castello” per riscoprire il fascino dei giardini storici e delle reali villeggiature connotate dalla fioritura delle rose antiche tanto care a Re Carlo Felice. Nella storica e affascinante cornice, si rivivono magiche atmosfere accompagnate da musiche d’epoca, mostre d’arte, spettacoli all’aperto , sfilate di figuranti in costume, visite guidate al castello. Ai visitatori sarà offerta la possibilità di pranzare nel parco a cura delle Pro Loco, per goderne la serena bellezza, mentre degustazioni di vini e di prodotti tipici allieteranno la giornata. Nel pomeriggio le sale del Castello reale si animeranno di personaggi in costume d’epoca per condurre i visitatori in un raffinato ballo a corte.

 

- Festa Patronale di San Pietro: festa Patronale della frazione San Pietro di Govone.

 

- Festa patronale di Craviano: festa patronale della frazione Craviano di Govone.

 

- Govone in festa: festa patronale di San Secondo.
 
- Festa patronale di Canove: festa patronale della frazione Canove di Govone.
 
- Il Magico Paese di Natale: dal 30 novembre 2013, si inaugura un ricchissimo calendario di eventi intitolato ‘Il Magico Paese di Natale’. Quindi, non solo la splendida atmosfera natalizia, vera alternativa ai classici mercatini di Natale, ma una serie di appuntamenti imperdibili dall’arte all’enogastronomia. Nel corso delle scorse edizioni, lo spettacolo fatto di sgargianti luci, animazioni per bambini e adulti, mostre, enogastronomia, concerti, fuochi artificiali e avventure alla Casa di Babbo Natale si è evoluto, raggiungendo più di 35.000 presenze e tante nuove attrattive. Un classico sempre presente - ma ogni anno più curato nelle proposte - è la Reggia Sabauda allestita a Casa di Babbo Natale, dove gli Elfi vi condurranno a incontrare il padrone di casa attraverso un percorso che coinvolgerà tutti i vostri sensi, dove a ogni angolo incantesimi, oggetti e personaggi prendono vita, portando lo spettatore in atmosfere da sogno, tra musica, luci, danze e canti fino all’incontro con Antea, la Regina degli Elfi. La sorpresa in più per l’edizione 2013 è la Baita di Eriol, amico degli Elfi, colui che ha vissuto con loro e che narrerà tante storie sulle creature magiche che aiutano Babbo Natale a preparare il Natale. Per il pranzo è possibile radunarsi alla grande Locanda del Magico Paese di Natale dove anche i genitori sono ospiti speciali di Babbo Natale: oltre ai menù baby, infatti, c’è anche uno spazio ‘baby-service’ dove si potranno riscaldare le pappe per i neonati. A far da cornice alla manifestazione il tradizionale Mercatino di Natale nel viale del Parco del Castello Reale di Govone. Oltre 50 casette di legno ospiteranno le più eccelse realtà produttive del territorio offrendovi i sapori, i profumi e le emozioni del Natale più vero: prodotti biologici, decori natalizi, cioccolata calda, torrone, vin brülè, dolci da strada, presepi, oggettistica natalizia e molto altro.

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