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Castagnole delle Lanze (AT)

Vista aerea

Dove

Castagnole delle Lanze è un comune di 3.853 abitanti della provincia di Asti.

Il comune di Castagnole delle Lanze (comunemente chiamato Castagnole Lanze) ha un concentrico che si estende in due aree urbanisticamente distinte:

- Il centro storico, nel borgo collinare di San Pietro (Paese Alto),                   caratterizzato da edifici d'abitazione risalenti anche al diciottesimo secolo   e in primo luogo ad una parrocchiale barocca del 1701 (San Pietro in           Vincoli) e alle chiese di San Rocco e della confraternita dei Battuti               Bianchi.

- Il borgo nuovo, sviluppatosi a partire dai primi decenni del Novecento,         nell'abitato della frazione San Bartolomeo, ove si concentrano le principali   attività economiche e in modo particolare la produzione vinicola.

In Paese Alto, nel Parco della Rimembranza, domina una Torre panoramica fatta erigere nel 1880 dal Conte Paolo Ballada di San Robert, un entomologo torinese che ebbe modo di soggiornare a lungo nel comune astigiano

Storia

In epoca romana, nei luoghi ove sorge il comune di Castagnole delle Lanze passava una diramazione della via Emilia che collegava Acqui a Pollenzo (Pollentia), questo è stato dimostrato dagli scavi effettuati agli inizi del Novecento.

Nel Medioevo le carte del Codex Astensis collocano Castagnole tra le terre appartenenti ai conti di Loreto. Fra questi, chi ebbe maggiori relazioni con la comunità di Castagnole fu probabilmente Manfredo I, dal 1190 marchese di Busca e conte di Loreto. Il marchese inauguro' la dinastia dei Lancia dall'appellativo che si era guadagnato avendo servito come lancifero, in gioventù, presso la corte di Federico Barbarossa. L'accostamento tra la dinastia dei Lancia e l'attributo "delle Lanze" (delle Lance) è doveroso, in quanto Castagnole è l'unico comune piemontese a potersi fregiare di una tale denominazione. Sempre dal Codex Astensis è possibile ipotizzare che a Castagnole Lanze sorgesse un castello medievale come dimora del conte; il castello fu probabilmente abbattuto nel 1255 con la caduta del contado di Loreto.

Documenti discordanti accreditano che Bianca Lancia (anche conosciuta come Bianca di Agliano) fosse o la figlia di Manfredo I o di Bonifacio di Agliano, con cui la vedova di Manfredo si era risposata. Bianca Lancia è stata l'ultima moglie dell'imperatore Federico II di Svevia: è quindi assai probabile che da Manfredo discenda il figlio di Bianca, Manfredi, ovvero l'eroe della battaglia di Benevento e il fondatore della città di Manfredonia. Manfredi viene celebrato da Dante nella Divina Commedia: "... Biondo era e bello e di gentile aspetto ... ".

A partire dal XIII secolo Castagnole entrò a far parte dei domini del Comune di Asti, seguendone poi per sempre la storia, le vicissitudini e gli assoggettamenti alle diverse signorie che lo controllarono.

Nel XIV secolo il luogo di Castagnole rientrava nei domini dei Visconti: risulta infatti dalle carte comunali un giuramento di fedeltà della Comunità di Castagnole delle Lanze a Valentina Visconti, che aveva avuto in dote tale feudo con tutto il resto della "Patria Astese" per le nozze con Luigi di Valois, Duca d'Orléans. Da notare che dalla fine del XIV fino agli inizi del XVII secolo, Castagnole Lanze fece parte del Capitaneato d'Astesana, e come tale non fu mai infeudato, ma sottoposto al diretto dominio del governatore di Asti. Nello stesso periodo il paese fu fortificato da una robusta cinta di mura dotata di torrioni cilindrici, della quale purtroppo restano pochissime tracce.

Dopo alterne vicende il territorio passò, nel 1573, a Emanuele Filiberto di Savoia. Da questo momento il comune viene assoggettato a due signorie: da un lato il feudo degli Asinari e dall'altro la signoria della famiglia di Catalano Alfieri, signore di Magliano e di Castagnole. Agli Alfieri subentrarono nel 1797 i conti Birago di Borgaro Torinese (che presero il nome di Birago-Alfieri), agli Asinari invece, per investitura ereditaria, i Marchesi Carron di Saint Thomas, la cui signoria si esaurì nel 1836. Con i marchesi di Saint Thomas e con la famiglia Birago-Alfieri cesso' in Castagnole delle Lanze ogni residuo di dominazione feudale, e dal 1850 il comune segui' i destini dicasa Savoia e poi del Regno d'Italia.

A partire dalla fine dell'800 Castagnole ebbe un grande sviluppo dell'industria vitivinicola, con l'apertura di diverse aziende che ben presto diventarono leader nella produzione di vermouth e spumanti. La seconda guerra mondiale non toccò particolarmente il paese, tranne che in due incursioni aeree alleate sulla stazione ferroviaria e alcune azioni di guerriglia tra partigiani e truppe della Repubblica di Salò. Nel secondo dopoguerra Castagnole, come del resto la quasi totalità del nord Italia, ebbe un grande sviluppo economico e industriale, grazie anche all'apporto di manodopera provenienti dalle regioni del sud Italia.

In evidenza

In piazza Giovannone si intravedono le tre “punte” che caratterizzano il borgo antico: i campanili della Chiesa di San Pietro, della Chiesa dei Battuti e la Torre.

Significativo, sul lato nord della piazza , opera della pittrice Gabriella Piccato, la reinterpretazione della “Madonna della misericordia” che offre protezione e sguardo benevole a tutti i viandanti che si apprestano a visitare il borgo.

Percorrendo via Ener Bettica troviamo sulla destra i portici, formati da tredici arcate piantate su solide colonne di sostegno. Dipinti dall’artista Vincenzo Piccato che ha voluto riportare sull’architettura i colori della natura, delle stagioni, della vite e del vino.

Sulla sinistra un murales del pittore Beppe Gallo propone uno scorcio con i colori del tipico territorio castagnolese.

Proseguendo si raggiunge piazza Marconi dominata dalla monumentale chiesa   parrocchiale di San Pietro. La costruzione, di stile barocco ligure-piemontese, inizia nel 1681.

L'interno, a navata unica con alcuni altari laterali, conserva l'altare maggiore con presbiterio e balaustra in marmo voluto dal Conte Carlo Giacinto Alfieri, alcuni affreschi, ed una decorazione in stucco ed oro di straordinaria bellezza.

L'attuale facciata risale agli inizi del 1900.

Poco distante, sulla piazza Balbo che ospitava l'antico gioco alla "pantalera", la chiesa della confraternita dei Battuti Bianchi, costruita nel 1668, oggi sconsacrata ed adibita ad eventi culturali.

La facciata della chiesa, chiara e con decorazioni in stucco, presenta lo splendido medaglione   dell’ affresco della nascita di San   Giovanni Battista .  

Sul lato sinistro della ex Chiesa dei Battuti si percorre via Auberti , dominata da case rurali originarie del 1700, oggi ristrutturate lasciando le caratteristiche di origine.

Salendo i gradini arriviamo al parco della Rimembranza, dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. Sul punto più alto del parco troviamo la torre panoramica, edificata nella seconda metà del XIX secolo dal conte Paolo Ballada di San Robert, che se ne serviva come osservatorio astronomico, dalla quale è possibile ammirare uno splendido panorama a 360° che abbraccia tutto l’arco alpino dal Monte Rosa alle Alpi Marittime,dalle colline del Monferrato a quelle di Langa fino all’ Appennino Ligure .

Dal 2012 il parco e la torre ospitano un percorso museale dedicato al conte di San Robert.Il visitatore ha la possibilità di scoprire la vita e il significato delle opere del Conte attraverso i suoi studi di alto ingegno e precursore di teorie moderne: la balistica. l’artiglieria, la meccanica, l’ipsometria, la termodinamica; i suoi interessi: la botanica, l’entomologia; le sue passioni: la montagna.

Proseguendo il cammino per via Ruscone fino alla piazzetta del Palazzo Comunale , si fanno notare, per la loro architettura, alcune ville settecentesche tra le quali villa Alfieri,anticamente di proprietà della famiglia dell’ omonimo e famoso letterato Astigiano. Costeggiando il maestoso e imponente campanile della Chiesa di San Pietro ci si ritrova in piazza Marconi .

Caratteristica di questo percorso è la pavimentazione delle vie e delle piazze, detta “sternia” , costituita da cemento e pietra del fiume Tanaro.

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