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Rocca d'Arazzo (AT)

Foto aerea di Rocca d'Arazzo

Dove

Rocca d'Arazzo è un comune di 941 abitanti della provincia di Asti.

Il paese dista undici chilometri da Asti ed è situato su di un'altura che fiancheggia la sponda destra del Tanaro; lo si raggiunge percorrendo la statale che collega il capoluogo con Alessandria fino a Castello di Annone, poi la strada provinciale che unisce con un ponte le due sponde del corso d'acqua.

Storia

Detta in antico Rupes, poi Rocca San Genesio e Rocca Ayraci, da sempre feudo appartenente al vescovo di Asti, nel 1198, il vescovo Bonifacio I cedette alle continue e pressioni del Comune di Asti di lasciare il feudo sotto la loro giurisdizione, accampando la tesi che il vescovo non aveva i mezzi sufficienti per difendere e mantenere un così importante baluardo sulla strada verso il capoluogo.

Il 27 maggio 1198, il podestà di Asti prese possesso del feudo di Rocca diventato da quel momento Rocca d'Astisio.

La cessione, però non venne approvata né dall'arcivescovo di Milano (sotto la cui giurisdizione era la diocesi di Asti), né dal papa, che considerando l'atto del vescovo eccessivamente arbitrario, lo rimosse dall'incarico e invalidò l'accordo con gli astesi.

Anche i rocchesi, non vedevano di buon occhio il loro passaggio sotto l'egida del comune di Asti, dato che questi voleva trasformare il paese in una piazzaforte militare.

Per tre anni quindi, scoppiarono ostilità e scontri tra le due fazioni e solamente il 29 aprile 1202 venne firmata una tregua che obbligava i cittadini di Rocca a sottostare al governo astigiano.

I rocchesi accettando malamente l'accordo, in più di un'occasione si rivolsero al vescovo di Asti Guidetto che finalmente nel 1217 deferì la questione alla Corte di Roma.

Papa Innocenzo III delegò il prevosto di Torino Ottone per dirimere la questione che però non venne accettato dagli astigiani.

Vennero allora nominati due savi in rappresentanza uno del Comune di Asti e l'altro della diocesi. La questione non venne a nessuna soluzione, al punto tale che venne nominato un terzo arbitro super partes.

Venne nominato il vescovo Giacomo di Torino, vicario imperiale, coadiuvato dal podestà di Asti Guido di Landriano. Nel 1221, venne nominata la sentenza: il feudo di Rocca sarebbe rimasto alla Chiesa di Asti, ma il Comune l'avrebbe potuto utilizzare come presidio nella difesa del proprio territorio.

Al vescovo, nel frattempo diventato Giacomo, andava una casa nel castello "per la villeggiatura". L'8 giugno 1221, presso la cattedrale di Asti, avvenne la solenne restituzione del feudo alla Chiesa di Asti.

In seguito ne venne infeudata la famiglia Cacherano che nel XIII secolo alleatasi con le famiglie De Rocca e De Arazzo, creò un Hospicium sia economico (con l'apertura di banchi di pegno nell'Europa del Nord) sia matrimoniale.

Nel 1305 il castello venne assediato dal Principe di Acaja e dopo venti giorni di assedio venne distrutto. Ricostruito dagli astesi, nel 1379 passò di proprietà di Gian Galeazzo Visconti, nel 1499 passò a Luigi XII ed infine all'imperatore Carlo V.

Giovanni Cacherano ottenne dall'imperatore Carlo V il diritto di battere moneta nel 1538. Di questo privilegio i Cacherano non si valsero mai.

Nel 1705 il feudo passò a Casa Savoia.

Eventi

La festa patronale: viene celebrata verso la fine di agosto con serate gastronomiche e gare sportive

 

La Sagra dell'agnolotto e del Barbera: si svolge all'inizio di agosto nella frazione Santa Caterina

 

La Festa dell'amicizia: si svolge a Ferragosto in frazione San Carlo

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