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San Marzano Oliveto (AT)

Foto aerea di San Marzano Oliveto

Dove

San Marzano Oliveto è un comune di 1.083 abitanti della provincia di Asti ad un'altezza di 300 metrisul livello del mare.

Il paese, dal 1 gennaio 2007, fa parte della Comunità Collinare Tra Langa e Monferrato insieme ai comuni di Canelli, Calosso, Castagnole delle Lanze, Coazzolo, Costigliole d'Asti, Moasca, Montegrosso d'Asti.

San Marzano Oliveto si trova in posizione molto panoramica, con un paesaggio che ricorda a tratti quello toscano ed umbro per la sua quiete quasi mistica; infatti è un'attrazione irresistibile per gli stranieri, non pochi dei quali l'hanno scelto come propria residenza, almeno per una parte dell'anno.

Storia

Il nome di San Marzano fu imposto per deferenza verso San Marziano. Nel 1862 fu aggiunta la denominazione di "Oliveto" poiché vi prosperavano, in epoche antiche, le piantagioni di ulivo, distrutte poi da una gelata eccezionale. A conforto di questa ipotesi, suffragata dall'esistenza di un antico torchio nella vicina Santo Stefano Belbo, si indicano gli ulivi che, ai giorni nostri, continuano a prosperare, anche se non numerosi, in alcuni fondi.

L'origine del paese si fa risalire agli antichi Liguri, ma è con l'arrivo dei Romani che si hanno le prime notizie e testimonianze dell'antichità sanmarzanese.
Secondo la tradizione, le quattro torri, ora scomparse, del Castello erano di costruzione romana.

La storia di San Marzano Oliveto come quella di Moasca (con cui dal 1929 fino al dopoguerra ha unificato la sua amministrazione), di Calamandrana e di Calosso è legata a quella di Canelli.

Tutti coinvolti nella lotta tra Asti e Alessandria e il Marchese del Monferrato.
Dalla metà del trecento San Marzano passò in mano agli Asinari, signori anche di Costigliole e Moasca e di altri paesi.

Nel 1280 Bonifacio Asinari, ricco mercante astigiano, lasciò le proprie ricchezze ai figli; due di loro, Bonifacio e Tommaso, divennero comproprietari del feudo di San Marzano.
A ricordo della presenza di questa famiglia, nel territorio di San Marzano esiste una località che ha conservato il toponimo di valle Asinari.

Nel 1771, Filippo Valentino Asinari fu infeudato primo marchese di San Marzano e Caraglio; il figlio Filippo Antonio Maria, fu consigliere di Stato ed inviato da Napoleone Bonaparte come ambasciatore a Berlino. Divenne nel 1808 conte dell'Impero e nel 1813 senatore e reggente del Piemonte.

La Resistenza a San Marzano iniziò prima che in altri paesi della zona.

Il 24 e il 25 dicembre 1943, prima da Nizza Monferrato e poi da Asti, vi furono duri rastrellamenti da parte di soldati della Repubblica di Salò, con perquisizioni nelle case.

Non trovandovi partigiani, vennero presi quattro ostaggi e portati nelle carceri di Asti. Con accanimento si ripeterono i rastrellamenti da parte delle Brigate Nere, dei militari della "Muti" e dei Tedeschi.

In evidenza

Il castello (citato da Vittorio Alfieri come "San Marzano di Acquosana"), forse di origine romana ad opera degli Asinari, assunse le caratteristiche di un vero e proprio baluardo difensivo costruendovi ai quattro lati torri angolari quadrate, una delle quali è ancora munita di caditoie. Dopo l'occupazione degli Spagnoli nel 1655, gli Asinari ne ripresero possesso e trasformarono la fortezza in residenza di campagna.

La Chiesa parrocchiale di San Marziano è dedicata all'omonimo San Marziano, in stile rinascimentale classico, ha una navata con presbiterio e coro in stile neoclassico; sorge sulla piazza del Castello, fondata nel XIII secolo e venne ampliata tra il 1758 al 1763 e restaurata nel 1843. Le pitture interne risalgono principalmente al XIX secolo e sono attribuite alla scuola di Lorenzo Ivaldi, attivo in Piemonte in quel periodo.

La Chiesa dei Battuti fu costruita sotto le scuderie del castello.

L'ex chiesa-oratorio dei SS. Pietro e Paolo è di proprietà della Confraternita omonima (ora sconsacrata) venne costruita all'inizio del Settecento ed ampliata e rimaneggiata dopo la metà dello stesso secolo aggiungendovi la sacrestia. Dopo i restauri conservativi e ricostruttivi del 2003, su indicazioni dell'architetto Maurizio Testa, ora è la sede del Centro Culturale Polivalente, inaugurato il 22 ottobre 2005.

Altre Chiese presenti sul territorio comunale sono quelle campestri ed in particolare la chiesa Sant'Antonio, San Rocco in regione Chierina, Santissima Annunziata in regione Corte, Santa Libera (che prende il nome da una precedente costruzione del XVII secolo sul Monte Oliveto) in regione Marziano.

Infine vi è un Tempio Metodista, che nacque grazie alla testimonianza di alcuni esponenti del Metodismo provenienti dall'America, e nel periodo in cui in tutta Italia si diffondeva la parola di Dio portata da missionari, trovò in San Marzano terreno fertile per crescere e diffondere il Vangelo. La comunità nascente crebbe in numero e spirito, e prima della grande emigrazione dagli anni 1910 -1920 i membri superavano la centinaia. Diverse attività e iniziative culturali fecero crescere il prestigio e della comunità e anche del paese; in particolare venne fondata una biblioteca, si tenevano lezioni serali di fisiologia ed igiene, mirabile è stata l'istituzione della scuola elementare che preparava gli alunni del paese; bisogna ricordare che le scuole pubbliche finivano alla 3° elementare, mentre nel Tempio Metodista gli alunni venivano preparati fino in 5° e 6° elementare, dopodiché si accedeva agli esami di stato. L'edificio è posto all'inizio del paese dove la collina digrada con armonia. All'interno vi è una grande sala di culto dove troneggiano sei colonne in ghisa; di fronte, sulla parete di sinistra è affrescato a pergamena il "Padre Nostro" mentre a destra il "Gran Comandamento" e al centro " Noi predichiamo Cristo, Cristo Crocifisso". Ai piani superiori ci sono i locali delle antiche aule, e l'appartamento pastorale. All'esterno svetta una magnifica torre merlata, panoramica, dove al suo interno c'è una campana, forse l'unica in Italia in un Tempio Metodista. Anche le cantine sono molto ampie, in questi ultimi anni sono state restaurate, c'è un ampio salone ed una Vasca Battesimale, ed anche un pozzo di acqua sorgiva al suo centro. Ancora oggi c'è un piccola comunità che qui si raduna, e porta avanti la sua testimonianza di fede ed esempio, nelle sfide della vita e ai tempi futuri.

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